Piero Di Terlizzi – Il Vento non sa leggere
a cura di Giusy Caroppo
Inaugurazione: domenica 14 dicembre 2025, ore 18.00
Fino al 31 gennaio 2026.
L’esposizione riunisce un corpus significativo di opere recenti, articolato tra scultura e pittura, che testimonia l’evoluzione della ricerca dell’artista nel rapporto tra materia, forma e percezione. Come afferma la curatrice, «Il vento non sa leggere ma attraversa la materia, la sfiora, la muove. Le opere ci conducono in un territorio immaginifico di torri, intrecci, incastri, luci e silenzi: un paesaggio interiore fatto di memorie e intuizioni, dove il pensiero cerca forma.» Le sculture in ceramica di Di Terlizzi si configurano come strutture organiche, talvolta compatte, talvolta porose o smaltate, caratterizzate da un equilibrio dinamico tra ordine e instabilità. Realizzate attraverso la composizione di migliaia di minuti elementi modellati a mano, si presentano come architetture morbide in cui rigore formale e impulso intuitivo coesistono. Gli smalti policromi – dai toni saturi del blu, rosso e giallo alle cromie più pacate – introducono un ritmo interno che scandisce la superficie delle sculture neutre, rendendo la materia ceramica al tempo stesso struttura, scrittura e respiro anche dove si sostanziano in grovigli sospesi o in oggetti di design illuminati. Completano la mostra le sculture minime delle scale in ceramica bianca, che suggeriscono un’idea di passaggio e di ascesa sospesa, e la serie dei Tetrix smaltati, veri e propri moduli plastici di manipolazione percettiva. Questi ultimi, attraverso la brillantezza della superficie e la logica dell’incastro, attivano un cortocircuito tra visione e tatto, invitando lo spettatore a interrogare ciò che vede e ciò che crede di vedere. La componente pittorica, sviluppata in chiave neo-metafisica, espande ulteriormente la riflessione sulla forma. Architetture organiche emergono come presenze rarefatte tra tracciati cromatici verticali, completando il dialogo tra densità e dissolvenza che attraversa l’intera ricerca dell’artista. Il tema del vento – filo concettuale che raccorda le opere – non allude a una narrazione ma a un movimento: un attraversamento che mette in relazione costruzione e immaginazione, permanenza e trasformazione. La materia, nelle sue molteplici declinazioni, si fa così luogo di un respiro fragile e vitale.





