Sid&sign | Onde e pieghe

Opening > 6 marzo 2021, ore 18.30

 

Sid&sign è uno studio di progettazione, product design e grafica fondato da Sissy Daniele con sede a Gioia del Colle (BA). Sissy Daniele ha iniziato il suo percorso formativo lavorando nella moda, e si vede: dal modo insolito con cui, con grande leggerezza, maneggia progettualmente la lamiera quasi si trattasse di un tessuto….

La curva, la arriccia, ne trae linee piane e volute quasi barocche: ma, attenzione, il barocco, come nella poltrona Shh-cattata, così come nella panca e nella madia Cartoccio, è solo un richiamo scherzoso; Daniele infatti è sempre assolutamente essenziale, lineare, nel suo design, minimale quanto basta a ricordarci le piegature tipiche dell’origami, come nella poltrona Shh, ridotta ad un solo foglio metallico pieghettato, su cui quasi non sai se sederti o fermarti a contemplarla…

E’ nel contrasto infatti, fra leggerezza e materia, che la designer trova la sua cifra, delicata e diretta allo stesso tempo; ne è un buon esempio una delle ultime produzioni, per l’azienda Dimarmo, la serie di luci Dieus, in cui una sfera pare scendere sulla costa inclinata di un apparente monolitico blocco di marmo, in realtà “alleggerito”, al di là dell’apparenza.

Sid&sign “propone combinazioni di materiali inedite ed armoniche che si propagano in un mix armonioso celebrando i nostri paesaggi, evocando mare e cielo”: così definisce la propria poetica, con un forte legame col proprio territorio.

Molti pezzi, come la libreria #siamoqui, monito scultoreo piantato nella roccia ad indicare un’origine, o la lampada X, semplicissimo incrocio snodabile e mobile, sono talmente rarefatti da apparire quasi più come sculture che come oggetti di pura funzionalità, conferendo agli ambienti che li ospitano il “sapore” di una galleria d’arte; in particolare la lampada X, quasi elementare nella sua essenzialità, è un oggetto forte, può migrare da terra a cielo a parete, adattandosi agli spazi senza per questo perdere la sua potenza evocativa.

Se un mobile infatti deve solo rivestire una funzione, può essere un arredo qualsiasi: se invece deve anche darci emozione, piacere visivo, se deve rappresentare noi e la nostra sensibilità, il suo valore economico sfuma in rapporto all’importanza che acquista per noi.

La nostra designer manifesta così una visione precisa del suo lavoro e dell’attività del progettare: poche linee, precise, decise, il più delle volte asciutte, ridotte all’essenziale, a volte appena leggere vibrazioni, sfasature di superfici (madia V); solo in rari casi lascia trasparire un tocco più “poetico”, come ad esempio nella lampada Ikigai, dove una canna/piantana cattura il mare e la luce del cielo in una nassa da pesca.

Da ultima, appena nata, la serie Trullight, che evoca allo stesso tempo il contorno dei trulli nostrani, ma anche delle antiche damigiane, un tempo rivestite in rami d’ulivo…torna il territorio, in una visione “glocal” che ci riporta alle radici. È così che “Il rigore delle forme geometriche si miscela con il gioco e con la fantasia, rivangando l’animo creativo celato in ognuno di noi”.

Alfio Cangiani, designer, curatore.

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