Fernando De Filippi | METAMORPHOSIS

Inaugurazione
METAMORPHOSIS – Fernando De Filippi
Sabato 11 ottobre 2025, alle ore 18.30
Testo di Presentazione Pietro Marino

 

Come l’Araba Fenice, l’arte di Fernando De Filippi mette a fuoco le scritture che enunciano le Idee e i Valori che hanno informato la civiltà che si usa definire occidentale e nel momento decisivo della consunzione le fa rinascere in forma di insegne fiammeggianti oltre il tempo e oltre lo spazio. Un nuovo rito della metamorfosi, avviato da una decina di anni in qua nel nome del Fuoco che “rende possibile ogni cambiamento di stato di forma”, ha scritto l’artista salentino. Ma la metamorfosi, la trasformazione di senso, sono state sempre al centro delle sue poetiche, sin dagli esordi sulla scena nazionale negli anni Sessanta, con strategie linguistiche che rispondevano diversamente alle situazioni storiche e ambientali nelle quali ha agito e vissuto. Arte iconica e performativa nei tempi delle rivoluzioni sociali e studentesche, arte della cancellazione con l’Acqua del mare delle ideologie incise nella sabbia, arte di recupero di miti e nature mediterranee negli anni del Riflusso. Sino al maturo distacco dalle contingenze con la riflessione sulla dialettica del Segno e del Significato nell’era della finzione digitale.
Così, nella caverna platonica scavata a Bari da Rosemarie Sansonetti, si distendono per la prima volta tutte insieme, intorno o accanto al serpente incantatore METAMORPHOSIS, parole di carta che proclamano in inglese – l’esperanto contemporaneo – la crisi e il bisogno, l’ostinata resilienza di Arte, Pace, Libertà, Rivolta, Umano, Amore, Gioia, Idea. Le dimensioni oversize proclamano la loro vocazione agli spazi aperti e pubblici come striscioni o cartelloni – scelta documentata in mostra da operazioni condotte in diverse occasioni. Come le affissioni apparse proprio a Bari, fuori della galleria, nel 2021. Rilanciavano il concetto di Arte come pratica sociale. Un circolo dell’impegno che ora si chiude sull’accensione magica della Parola. Col Fuoco, mutevole e infinito come è la Vita. Pietro Marino

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